NORMAL SUPERNORMAL DESIGN

Di fronte al panorama degli OGGETTI di tutti i giorni osserviamo uno SCARTO sempre maggiore tra ciò che viene definito "oggetto di DESIGN" e quello che è l' "oggetto D'USO" quotidiano, e ci riviene in mente il concetto del "SUPERNORMAL".

È un fatto che media, giornali e blog rivolgono sempre più l'attenzione verso quegli oggetti che hanno caratteristiche PERFORMATICHE / ESTETICHE ESTREME. Basti pensare a oggetti superpubblicati come alcune sedie create apposta per le copertine, con appariscenti scocche di plastica super-espressive e di dubbio gusto, alcune forme futuribili di 50 o 60 anni fa, o contenitori fatti di farina dai costi improponibili, che non possono neanche contenere sostanze umide, perché si sfalderebbero... L'elenco potrebbe non finire mai, basta sfogliare un qualsiasi giornale cartaceo o virtuale per farne incetta.

Era il lontano aprile 2007 quando i designers Jasper Morrison e Naoto Fukasawa, inaugurarono alla Triennale di Milano, durante il Salone del Mobile la mostra di oggetti chiamata SUPERNORMAL, divenuta poi esposizione e libro. Il concetto, espresso nella mostra poneva il DESIGN come causa del distacco tra la ridondanza estetica dell'oggetto ed il suo utilizzo, problematica SEMPRE ATTUALE: 

una visione ANTI-DESIGN in cui il DESIGN stesso è causa e demerito di oggetti che non sono più quotidiani: l'oggetto DI DESIGN sarebbe quello performatico e appariscente, da esporre ed ostentare, insomma un "pezzo da museo" cui si oppone l'OGGETTO SUPERNORMALE che ha il pregio di poter essere usato senza scrupoli, senza paura di rovinarlo, che eccelle nella sua funzionalità, e che asseconda il nostro desiderio di normale utilizzo (ed è design!). Il DESIGN è visto perciò come valore puramente consumistico ed entità fine a se stessa, il cui unico pregio è sciorinare espressività ed essere riconoscibile, che risponde ad un'estetica a volte TROPPO PERSONALE, che poco coicide con il suo reale utilizzo, e che talvolta è conosciuto più per il NOME di chi l'ha disegnato, o per il BRAND che ci è impresso su, ma non per le sue presunte qualità.

L' oggetto di DESIGN sarebbe comunque percepito come MIGLIORE, più degno perciò, di essere preso in considerazione dai giornali, e spopolando nelle vetrine, ponendo gli altri oggetti in una sorta di livello di mediocrità / retorica. Negli ultimi anni sono state aperte delle GALLERIE per poter ospitare e giustificare i costi di quegli oggetti...d'ARTE -non più di design- che poco hanno a che fare con il quotidiano. Un forte segno del successo di  un'estetica che è PURA IMMAGINE, a discapito della funzionalità, e perdendo di vista quali sono i valori più semplici del BUON DESGN. Con questo non si afferma che il design deve essere solo ed esclusivamente funzionale o che la ricerca estetica è inutile. Gli aspetti estetici sono fondamentali, ma devono essere correlati e integrati con l' oggetto, renderlo in qualche modo migliore nella sua performance generale, e nel suo utilizzo.
Anche dietro a proposte che si spacciano come NORMALI, perché non espongono il LOGO, si può celare comunque l'ombra del brand commerciale che si afferma talvolta con l'assenza di LOGO, e si esplicita con un'inspiegabile impennata dei costi, rendendo prodotti molto semplici, inacessibili e pretenziosi, poiché divenuti un CULT.

Esistono oggetti che magari non hanno caratteristiche di unicità e di particolare ricercatezza estetica, con un  design anonimo e quasi scontato nel suo utilizzo, ma che è possibile definire "BUON DESIGN", per l'ottimo trapporto tra qualità e prezzo, per il loro valore funzionale che rende quell' oggetto INDISPENSABILE nel nostro paesaggio domestico, ma di cui non abbiamo percezione come di un oggetto di DESIGN.
L'idea del SUPERNORMAL ci vuole ricordare che le nostre vite sono piene di ottimi oggetti di design, e che è possibile acquistare in qualsiasi posto, a qualsiasi prezzo, ma non sempre ne abbiamo la coscienza!

Bisogna forse ripensare a qual'è il concetto di DESIGN.
Il design è veramente un'aggiunta inutile, utile solo a sfornare qualche articolo per la stampa, ad alzare i costi, e a spostare gli oggetti dalla casa al museo?
O il design è qualcos'altro, che invece ha a che fare con il nostro vivere quotidiano?

Infine abbiamo deciso di proporre una selezione di VERI OGGETTI DI DESIGN che utilizziamo realmente, chiarendo che gli unici oggetti SUPER-NORMALI sono quelli del nostro paesaggio domestico quotidiano, di cui non conosciamo il progettista, e neanche ci interessa, che funziona perfettamente, anche senza un'estetica raffinata e brand esposto.










Oggetti silenziosi che sono compagni delle nostre azioni quotidiane, magari semplici o banali, ma CONCRETI.
Ci piacerebbe ritrovare queste caratteristiche NORMALITÀ e DOMESTICITÀ, in quel nuovo design, che di nuovo ha solo l' edonismo del progettista, ma che poco ha a che fare con il nel nostro reale quotidiano.

BIRDS IN DESIGN



Fin dai primi momenti in cui gli oggetti divenivano bene di massa e l' artigianato lasciava il posto all'oggetto di consumo popular, l'ispirazione al MONDO ANIMALE nel design è stata sempre presente, con una particolare predilezione per gli UCCELLI, che, sarà per l'idea di libertà, o per la poesia del volo, che più di ogni altro animale hanno rappresentato per tanti fonte di ispirazione.
Il design ispirato al mondo degli uccelli riesce ad evocare la stessa POESIA, portando nelle case un'atmosfera...

TATTOOS TO WEAR


L'antica arte del decorare il proprio corpo con TATUAGGI rappresenta una tendenza forte e talmente diffusa e alla portata di tutti da poter essere considerata POP. E come sempre accade, quando un trend è nell'aria, la moda lo assorbe immediatamente restituendocelo in versione temporary, con vestiti e accessori ispirati ai TATUAGGI, così da poterli indossare, e cambiare appena passata la stagione.

Se però i TATUAGGI hanno un forte significato culturale e personale per chi decide di fregiarsene, la MODA ne recepisce e rimanda solo l'aspetto

FASHION MEETS ART


Quello fra ARTE e FASHION è un sodalizio che ha radici lontane e che si è affermato man mano sempre di più. Considerando l'ARTE non più meramente museale ma oggi decisamente COMMERCIALE, è quasi naturale che gli artisti si spostino dalla gallerie per innestarsi nel più comunicativo e IMMEDIATO FASHION SYSTEM per raggiungere l'ignaro pubblico attraverso le vetrine del centro città.

Contermporary Interiors: INDUSTRIAL


Lo stile INDUSTRIALE ha origine a New York, intorno agli anni '70, quando numerosi artisti, alla ricerca di grandi spazi poco costosi, occupavano (spesso illegalmente) vecchie fabbriche abbandonate per installare lì il loro appartamento e atelier, lasciando
generalmente intatti gli spazi originali, arrangiandosi ed utilizzando quello che trovavano nel locale stesso. Questo stile, negli anni si è molto radicato, evolvendo poi in quello che oggi chiamiamo lo stile da LOFT americano, must nell'interior design contemporaneo, che ora ha un appeal molto diverso dall'industriale, più sofisticato ed elegante,  seppur mantenendo come presupposto l'open space, interviene in modo importante negli spazi, incorpora nuovi arredi, per appartamenti confortevoli e adatti ad ogni esigenza; il termine LOFT viene infatti spesso associato all'idea di COMFORT.
Lo stile INDUSTRIALE è invece più CASUAL,  mette al bando le sofisticazioni e

ON THE WRIST. Wearable revolution.


Il WEARABLE TECNOLOGICO, da immaginario cinematografico è divenuto una vera e propria tendenza concreta grazie ai nuovissimi smartwatch, prodotti da quasi tutte le case di tecnologia elettronica. Accessori che hanno surclassato le ormai vecchie lancette a favore di WEARABLE DEVICES MULTIFUNZIONALI. 
Indossare un "tool" che compie SOLO un'unica banale azione sembra oramai cosa da "modernariato", non ci basta più, tanto che la performance dei cellulari si sposta dalla tasca al polso, in modo da avere informazioni e notifiche sempre più a portata di mano, come richiesto dal contemporaneo lifestyle!

SPONTANEOUS SCULPTURES. Di Brad Downey


La città è il luogo che l'artista DOWNEY vive e interpreta con le sue SCULTURE SPONTANEE; con un atteggiamento estremamente contemporaneo lo sperimenta, come fosse un proprio spazio personale. Si guarda attorno scegliendo materiali del luogo, utilizzandoli nei modi più disparati e creativi; prendere, spostare, smontare e rimontare,  ribaltare, impilare, e addirittura rompere o costruire, sono azioni che fanno parte del suo processo creativo, che si concretizza in  interventi diversi, alcuni appena percepibili, fino a vere e proprie installazioni di grandi dimensioni e perfino ostruttive. Una volta realizzata l'opera, questa ha senso ed INIZIA ad esistere dal momento in cui